Il giovane dottore aggrottò leggermente la fronte.
«Elena ha firmato stamattina», disse lentamente, come se stesse ricostruendo la situazione in tempo reale.
«Ha detto che non si sentiva bene».
L'espressione di Richard si incupì, non in modo drammatico, ma quel tanto che bastava a rendere l'atmosfera più tesa, più concentrata e di nuovo controllata.
«Dov'è adesso?»
Nessuno rispose subito, perché nessuno lo sapeva.
E questo era il problema.
Leo si mosse, la sua mente ripercorreva tutto ciò che aveva visto da quando era entrato in ospedale, ogni dettaglio, ogni movimento, ogni volto.
Ricordò qualcosa.
Piccolo.
Quasi perfetto.
Ma poi la voce di suo nonno tornò, più forte questa volta, più chiara, quasi come se lo guidasse attraverso il frastuono.
Perfettamente proporzionato.
Leo fece un passo avanti.
«L'ho vista», disse a bassa voce.
Diverse persone si voltarono a guardarlo, un lampo di sorpresa illuminò i volti di coloro che prima lo avevano ignorato.
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