Si diceva che nessuna domestica potesse resistere un solo giorno nella villa dei Carter. Nemmeno una. Oltre gli alti cancelli di ferro della tenuta di Ethan Carter, i pavimenti di marmo luccicavano, i lampadari scintillavano e le fontane mormoravano nei giardini. Ma tra quelle mura lucide vivevano tre uragani travestiti da bambini: Daniel, David e Diana, tre gemelli di sei anni pieni di energia e di una impazienza insopportabile.
In meno di cinque mesi, si erano succedute dodici tate. Alcune se ne andarono furiose, altre scapparono via piangendo, e una giurò che non avrebbe mai più lavorato con i bambini. I piccoli urlavano, lanciavano giocattoli, rovesciavano il cibo e trasformavano ogni stanza in un campo di battaglia. La loro madre morì di parto, ed Ethan, pur essendo ricco e influente, non riuscì mai a placare il loro caos. Poi arrivò Naomi Johnson.