Per la decima volta in pochi giorni, erano di nuovo in casa, a mangiare fagioli in scatola riscaldati sul fornello. Gael ascoltava le loro risate come se fossero un piccolo miracolo, più prezioso del denaro.
In quel momento, squillò il suo cellulare. Sul display comparve "Renata".
Gael uscì in veranda. Rayo lo seguì e si sedette accanto a lui come una sentinella. "Pronto?" rispose Gael, impassibile.
Prima si sentì la voce del suocero, troppo gentile per essere vera. "Gael... figlio mio... ascolta, riguardo a ieri... è stato un malinteso. Non sapevamo..."
Poi Doña Lidia parlò, cercando di esprimere tenerezza: "Siamo una famiglia. I bambini... i bambini sono importanti per noi."
Gael strinse i denti. Ricordò i sacchi nella polvere. Il pianto. Lo sbattere della porta. Le risate dentro.
"Sapevate qualcosa", disse lentamente. «Sapevate che avevo due figli. Sapevate che non avevo un posto dove andare. Eppure ci avete cacciati via come animali.»
Silenzio.