E nell'angolo...
Leo rimase immobile.
Nessuno lo guardava più.
Nessuno ricordava più il ragazzo che aveva camminato per chilometri per restituire un portafoglio che avrebbe potuto tenere, il ragazzo che aveva visto ciò che gli altri non avevano visto.
Si sistemò la tracolla della borsa, lanciando un ultimo sguardo al bambino che, ora, lottava, respirava, vivo in un modo che sfidava ogni cosa.
Si voltò silenziosamente verso la porta, tornando nello spazio da cui era venuto, inosservato, come se non avesse mai avuto il diritto di essere lì.
Ma prima che potesse andarsene...
"Fermati."
La voce di Richard.
Questa volta non si fermò.
Non è lontano.
Via libera.
Leo si bloccò.
Lentamente, si voltò, con aria diffidente, incerto se avesse fatto qualcosa di sbagliato, incerto se si fosse attardato troppo.
Richard gli si avvicinò, ogni passo pesante, deciso, carico di qualcosa di più di una semplice gratitudine, qualcosa di molto più complesso.
"Hai visto quello che otto tra i migliori medici non hanno visto", disse a bassa voce, fermandosi a pochi passi dal ragazzo.
Leo scrollò leggermente le spalle, abbassando lo sguardo sulle sue scarpe, a disagio sotto il peso di un'attenzione che non aveva mai provato prima.
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